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Nome: Marco Paolisso
Alcuni dicono di me che sono un genio, altri un coglione altri ancora dicono:-Marco chi?????-
Va bè.... leggete e divertitevi...ok?
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Stefano Benni
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Il giovane guerriero si era fermato sull'argine del fiume per riposarsi; sotto di lui, il lento scorrere, sembrava seguire il ritmo del suo respiro. Tentò di bere, ma l'acqua, fra le sue mani, diventava rossa.
Si ricordò di essere coperto del sangue dei suoi compagni e dei suoi nemici, uguale addosso tanto da non riuscire a distinguerli.
Decise di trovare sollievo immergendosi nel fiume, così si liberò dell'armatura ormai scarlatta e scese la riva. L'acqua gli diventava intorno sempre più rossa a ogni passo; le onde, infrangendosi contro il suo corpo mutavano colore, lasciando una scia purpurea che sarebbe arrivata fino al mare. Più volte cercò di ripulirsi, ma quell’innaturale colore non lo abbandonò.
Era stanco, muoversi nell'acqua diventava sempre più faticoso. Cominciò anche a sentire l'odore del sangue, intenso e inebriante; prima non se ne era mai accorto, forse era troppo preso dall'infuriare delle battaglie. Tentò di risalire sulla riva, ma, dopo un paio di passi, si arrese alla fatica; vide le tombe che aveva scavato per gli amici e i compagni.
Per questo dunque aveva lottato? Per questo aveva ucciso, ignorando gli sguardi, imploranti pietà, dei nemici? Per questo aveva costretto il suo cuore e i suoi muscoli a un'innaturale crudeltà? Tutto quello che ora gli restava era solo un mucchio di terra smossa.
Chiuse gli occhi, ubriaco del suo stesso sangue, i piedi perdevano presa sul fondo sabbioso, come se la corrente avesse di colpo aumentato il suo ritmo. Ma non era così.
Decise che si sarebbe arreso al fiume, lui solo era degno di riuscire dove tanti uomini avevano fallito. Respirò intensamente per l'ultima volta, tenendo la mano premuta sullo squarcio nel suo stomaco, e si lasciò trascinare, allo stesso modo in cui un bambino si lascia cullare dalla madre.
