Sorridi, in fondo, poteva anche andarti peggio.

Eccomi

Utente: crazytraveller
Nome: Marco Paolisso
Alcuni dicono di me che sono un genio, altri un coglione altri ancora dicono:-Marco chi?????- Va bè.... leggete e divertitevi...ok?

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Mi raccomando... Commentate commentate commentate Keira Knightley

Ultimi Commenti

shadox in Il dio

Media Recenti

Blog video: Plaza de Toros sivilla
Vedi altri media

I guai che ho combinato

oggi
maggio 2008
aprile 2008
febbraio 2008
novembre 2007
settembre 2007
agosto 2007
luglio 2007
giugno 2007
maggio 2007
aprile 2007

Feeds

  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

mercoledì, 28 novembre 2007
Storia di solitudine (cose che vengono in mente la notte sul treno "allegro" Roma-Vienna)

Voci, solo questo.
Voci confuse, un indistinto brusio, e una TV accesa da qualche parte in lontananza; ecco cosa ho sentito prima di andarmene.
Me la sono sempre immaginato diversa (diciamo anche meglio) la mia fine; non so, magari con una donna disperata che grida il mio nome, oppure con un medico che mi batte sul petto urlandomi in faccia di non mollare.
Invece ero solo, nessuno se ne è accorto fino al giorno dopo, prima credevano dormissi. Ecco lo svantaggio di morire per strada, il venerdì sera in centro a roma: ti prendono tutti per un ubriaco; la cosa divertente è che io, quella sera, non avevo neanche bevuto. Sentivo uno strano fastidio alla pancia, non riuscivo a dormire, e così sono andato a fare un giro. Appendicite fulminante, mi sono accasciato al suolo nell'indifferenza generale, poi ho esalato l'ultimo respiro.
Non so come vi immaginate l'aldilà, però posso dirvi che non è per niente come lo descrivono, niente nuvole, niente angeli, solo un insieme di anime che si domandano quale sarà il loro posto.
Ogni tanto arriva una voce dall'alto, come quelle diffuse dai supermercati, che ti chiama e ti dice cosa fare della tua nuova eternità; non ha pareti quel luogo, niente bianco intenso, solo grigia apatia d'attesa.
Sono rimasto quì per mesi, anni, secoli, di là, nel mondo, mi è giunta voce di grandi cambiamenti: tremende guerre seguite da paci ancora più terrificanti; ma ormai, per me, sono solo parole.
Ho visto anche gente arrivare qui dopo di me e andarsene prima.
Temo solo che, anche in questo luogo, un giorno, finirò per accasciarmi al suolo nell'indifferenza generale.

Postato da: crazytraveller a 21:17 | link | commenti (2)
i miei racconti


Commenti
#1    30 Novembre 2007 - 17:56
 
sei tornato!!! sono appena tornata anche io ... ho avuto problemi al pc... ho bruciato l'hard disk cazzo!!!

...
sai... trovo curioso... l'inizio... sul treno... come nel mio libro... i treni hanno un loro fascino... non credi?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente shadox

#2    30 Novembre 2007 - 23:49
 
Ma nell'aldilà c'è il numeretto come alla posta?dimmi di no ti prego...pure là la filaaa!!ma almeno c'è la vocina che dice:"serviamo il numero 47"?come al reparto gastronomia al supermercato?
;-)
grazie per essere passato
ciauuu
visto che scherzetto ho fatto alla signorina morte?...manco se n'era accorta che le avevo fregato la falce! ;-)
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mirelloide

Commenti