Sorridi, in fondo, poteva anche andarti peggio.

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Utente: crazytraveller
Nome: Marco Paolisso
Alcuni dicono di me che sono un genio, altri un coglione altri ancora dicono:-Marco chi?????- Va bè.... leggete e divertitevi...ok?

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giovedì, 30 agosto 2007
Poterti chiamare Amore

Ti guardo negli occhi e rivivo un sogno;
mi perdo in te e nei tuoi sorrisi,
così dolci da farmi scordare ogni male di questo mondo.
I battiti del tuo cuore scandiscono i miei pensieri
ed il tuo profumo mi scuote,
con un brivido più profondo di qualsiasi altra sensazione.
Se stiamo vicini non c’è più altro;
tu, io
e il resto è vuoto.
Poterti stringere tra le braccia è una gioia immensa
che vorrei durasse tutta un’esistenza;
finché non capirai.
Ma ancora non è il momento.
Quando i nostri respiri si fonderanno in uno solo,
quando,
senza parlare,
potrò dirti tutto il bene che provo,
quando,
senza chiamarti,
verrai da me,
solo perché ti stavo pensando,
quando il grido delle nostre anime risuonerà all’unisono;
allora,
solo allora,
potrò chiamarti Amore.

Postato da: crazytraveller a 22:12 | link | commenti
le mie poesie

mercoledì, 22 agosto 2007
Errando

Stretto nelle vie di una città non mia,
stretto nel pensiero del più totale oblio;
trovo il conforto dei più cari amici,
trovo la speranza di un'antica poesia.
Mi sono perso, e non so quando riuscirò a tornare,
ma tu aspetta, te ne prego, il giorno del mio arrivo
Dolce sogno mio

Postato da: crazytraveller a 22:06 | link | commenti (1)
le mie poesie

Nostalgie

Scaglia di cielo azzurro,
su una città dipinta di storie,
una nuvola che osserva da lontano
l'evolversi di un tempo
dal colore troppo intenso,
ricolmo dei sospiri
delle sue infinite stagioni.

Postato da: crazytraveller a 10:26 | link | commenti
le mie poesie

domenica, 12 agosto 2007
Calante

Luna a metà,

Culla di luce per il viaggiatore insonne;

mentre il treno cammina lento

e io chiudo gli occhi,

nel buio

dell' ultimo vagone.

Postato da: crazytraveller a 18:32 | link | commenti (2)

giovedì, 09 agosto 2007
L'errore

Sole in faccia, una goccia di sudore mi calca la fronte, la mano trema, esita; sa cosa è giusto e cosa è sbagliato molto meglio di me.
Un respiro profondo, guardo la mia vittima; non negli occhi, mai negli occhi.
Alzo l'accetta sopra la testa, il sibilo del vento diviso, poi solo un "tac".

Mancato, osservo la lama, conficcata nel legno del bancone, lucida neanche fosse uno specchio, riflette tutto; anche i suoi occhi.
Rimetto a terra l'agnellino con le zampe tremanti, mi fissa, come volesse chiedermi il motivo di tanta clemenza. Vai, oggi sei libero, per quanto mi riguarda ho finito di lavorare.

Lo vedo, mentre si allontana, mio padre me l'aveva detto prima di cominciare; mai negli occhi.

Postato da: crazytraveller a 23:13 | link | commenti (3)
i miei racconti